Menecmi – e le indifferenze di colore

 

Di Plauto

Regia di Salvatore Stimolo

Con: Salvatore Stimolo, Massimo Ciliberto, Sergio Polizzotto, Daniela Stamigna, Vita Putignao, Claudia Andreotti, Paola Lessio, Antonio Giarracca, Antonella Gozzi, Clara Cassarino

Sinossi

Quando 5 anni fa ho deciso di proporre i Menecmi di Plauto alla mia compagnia, ero desideroso di realizzare un sogno che avevo da ragazzo. Infatti I Menecmi di Plauto sono il ricordo di quell’inizio che fu una delle scintille che mi illuminarono e mi aiutarono ad innamorarmi di questo mondo: il teatro. Quando lo proposi suscitai molta curiosità, sentivo che la compagnia mi avrebbe aiutato a realizzare quel sogno. Cosi andammo in scena e fu meraviglioso vivere quell’esperienza. Ai tempi mi ricordo che ero immerso nel mondo di Tarantino, e avevo rivisto molto volentieri un suo cult “Pulp Fiction”, da li partì l’idea di inserire nella commedia, eventi ricorrenti che accentuassero la comicità, di per se già presente. Cosi proposi uno spettacolo che avesse come perno centrale all’interno della regia un déjà-vu, tant’è vero che il nostro primo Menecmi era intitolato: Menecmi déjà-vu. Chi di noi non si è piacevolmente stupito nel rivivere anche per quel secondo, quella reminiscenza che dà l’impressione di avere addosso ciò che è già stato. Come se la nostra vita camminasse appaiata ad un altro noi, che a nostra insaputa, vive quello che successivamente vivremo. Quindi sono passati 5 anni da allora. In tutto questo tempo i miei amici, che sono pure i miei attori, non hanno fatto altro che ricordarmi quel meraviglioso percorso, continuando a stuzzicare con aneddoti e battute il sopito desiderio di confrontarmi ancora con la commedia. Cosi, dopo aver ascoltato l’entusiasmo e il loro desiderio ho deciso di riproporlo. In questa nuova stesura, è stato eliminato il déjà-vu (un gioco teatrale ritmico costruito su delle riproposizioni, appunto, a mo di déjà-vu). La caratterizzazione che si evidenzia in questo nuovo lavoro, che resta fedele comunque all’ilarità della commedia, è una semplice pennellata di stravaganza, una concessione registica “assurda” che (a passi sicuri) accompagnerà il pubblico a chiedersi: di che colore è il nostro animo rispetto al “calore” e alla “sicurezza” della famiglia, paragonandola alla “stravaganza” e alla “lussuria” di una vita sfrenata? Con dei leggeri giochi di metateatro che narrano con semplicità la nostra passione verso il teatro, gli attori/personaggi invitano il pubblico a scegliere. La compagnia, durante il percorso, ha fatto la sua scelta, il pubblico, il singolo spettatore, farà la sua. Per giocare su questa “Scelta” sono stati inseriti nei costumi di scena dei particolari che simbolicamente esprimono l’andirivieni dei nostri desideri. La scelta invece di non proporre scenografie che in qualche modo richiamassero il periodo storico dei Menecmi è dovuta al tipo di teatro che abbiamo sposato: donare un racconto restando fedeli a ciò che è di per se il racconto senza nessun altro inquinamento. Se è pur vero che i costumi nella loro faziosità contraddicono ciò che ho appena espresso, è perchè sussiste un dovere da parte mia di omaggiare questo grande autore da cui altri grandi autori hanno copiato. I Menecmi – e le in-differenze di colore – quindi, oltre a regalare quel brio della commedia degli equivoci, condurrà con semplicità lo spettatore a fare una scelta. Possiamo pure concludere quindi col dire: scegli.

 

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